Il SIMUS nella Rete italiana dei Musei universitari


I servizi educativi del SIMUS


I musei del SIMUS

All’Orto Botanico un incontro formativo sul tema della bioversità

Prati silenziosi – le api, le piante, la biodiversità, 25 maggio 2018 presso l’Orto Botanico dell’Università di Siena (Via Pier Andrea MAttioli, Siena) alle 17.00

Incontro di informazione e discussione sulla problematica della perdita di Biodiversità sia del mondo animale che vegetale legata agli impatti delle attività antropiche sugli ecosistemi naturali. Si parlerà del declino delle popolazioni delle api, della riduzione del servizio di impollinazione e dei loro effetti sugli ecosistemi naturali e agricoli, nonchè di cosa possiamo fare individualmente per ridurre tali problematiche.

L’incontro che si svolgerà nell’Orto Botanico dell’Università di Siena sarà condotto dal professor Massimo Nepi, professoressa Claudia Angiolini (Dip. Scienze della Vita) e dalla professoressa Ilaria Corsi (Dip. Scienze Fisiche, della terra e dell’ambiente).

E’ prevista la visita all’Orto Botanico dell’Università di Siena con la Dottoressa Ilaria Bonini.

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Segni. I graffiti del Conolly

foto: Mauro Agnesoni

 

È stata inaugurata il 4 maggio nella chiesa interna del Complesso didattico San Niccolò la mostra fotografica di Mauro Agnesoni dal titolo “Segni”.

Le foto sono state realizzate da Agnesoni all’interno del quartiere Conolly, dove venivano rinchiusi i “clamorosi”. La storia di questo padiglione e gli scatti che vengono esposti rimandano a un passato lontano, a una società diversa e a un approccio necessariamente differente alla follia rispetto a quello che oggi è possibile attuare. Il Conolly è un testimone silenzioso della sofferenza di tante donne e uomini per la cui malattia non c’erano medicine con cui curarla. Su questo luogo Mauro Agnesoni scrive: “Non sapremo mai cosa nella mente dei degenti o dei ‘detenuti’ del Conolly ha dato forma ai segni tracciati sulle pareti delle celle di contenzione: lucida follia, riscatto, libertà da riconquistare…”. “Diventano memoria di momenti di vite prigioniere di se stesse o di altri – scrive l’autore. Diventano testimonianza storica di un bene materiale che si sta lentamente dissolvendo.”  La mostra rientra nelle iniziative volte a ricordare i 200 anni dall’istituzione del manicomio di Siena.

Anche quest’anno all’Orto Botanico è Festa dei Musei scientifici

 

Sabato 26 maggio, dalle ore 15.30, l’Orto Botanico di Siena ospiterà la nona edizione della Festa dei Musei Scientifici, completamente ad ingresso gratuito.

Protagonisti della Festa saranno i bambini e i ragazzi con le famiglie che, durante il pomeriggio, potranno ‘imparare giocando’ negli oltre venti laboratori proposti dai musei scientifici che fanno parte della Fondazione Musei Senesi e del Sistema Museale Universitario Senese (SIMUS), ma anche da altri istituti e associazioni del territorio, come la Polizia Provinciale, il Comando Regione Carabinieri Forestale Toscana, l’associazione La Diana, il Siena Art Institute; in contemporanea sarà possibile visitare alcune sedi museali nelle vicinanze, dal Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici al Museo di Strumentaria Medica nella chiesa della Maddalena, fino al Museo della Tartuca in via Pendola.

I giovani potranno confrontarsi con esperienze sui temi dell’ambiente, dell’antropologia, dell’archeologia, della fisica, dell’astronomia, della geologia, della medicina e della nutrizione, in un percorso che li avvicini al mondo della scienza non solo nella prospettiva del divertimento ma anche in quella formativa e professionale.

Come lo scorso anno, la Festa proporrà anche eventi in notturna.

Dopo una breve pausa di chiusura, i cancelli dell’Orto riapriranno alle 21 per lasciare spazio, fino alle 23, alle “letture arboree e celesti” a cura di Alessandro Fo, alle “Note dal bosco” suonate dai musicisti dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Rinaldo Franci”, alle improvvisazioni per chitarra di Giulio Stracciati di Siena Jazz, e al saluto conclusivo di Vincenzo Millucci, il tutto con le immagini del Siena International Photo Awards 2017 sullo sfondo. Sarà inoltre possibile partecipare ad alcuni laboratori che permetteranno di vedere la Luna e Giove al telescopio, osservare la bellezza dei minerali fluorescenti, stupirsi dinanzi alle piante succulente del deserto, per finire in un viaggio fantasioso alla scoperta della stampa 3D con il FabLab dell’Università di Siena: il tutto nella magica atmosfera dell’Orto Botanico illuminato dalle fiaccole.

La Festa dei Musei scientifici, promossa e organizzata dalla Fondazione Musei Senesi e dal Sistema Museale dell’Università di Siena, e supportata dalle Istituzioni regionali e cittadine (la Prefettura, la Provincia, il Comune, Vernice Progetti Culturali, Banca MPS), rientra nel programma progetto regionale di “Amico Museo”.

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#MuseoFAm – Cerco, annuso, tocco: fiori e foglie nello zaino!!

18 maggio 2018, ore 15.00 – 17.00 presso il Museo Botanico, Via Mattioli, 4 Siena.

I partecipanti andranno alla scoperta del mondo vegetale passeggiando e raccogliendo materiale nella scuola dell’Orto Botanico. I Fiori e le foglie saranno lo spunto per creare oggetti e storie.

L’attività è riservata alle famiglie con bimbi di età compresa tra e 4 e i 7 anni ed è a numero chiuso con 8 posti disponibili (8 bambini più relative famiglie).

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA SU EVENTBRITE .

 

Giornata conclusiva del progetto “ESCAC – L’educazione scientifica per una cittadinanza attiva e consapevole” edizione 2017/2018

Si terrà lunedì 7 maggio all’Università di Siena la giornata conclusiva del progetto “L’Educazione scientifica per una cittadinanza attiva e consapevole – ESCAC” , a cui hanno partecipato quest’anno oltre 5000 studenti delle scuole primarie e secondarie di Siena e provincia.
A partire dalle ore 9.30, nell’aula Cardini del complesso didattico Mattioli, in via Mattioli 10, saranno presentati gli elaborati realizzati dagli studenti hanno partecipato ai 296 laboratori didattici dell’edizione 2017/2018 del progetto, organizzati dal personale dei musei universitari del Sistema museale universitario senese – SIMUS e della Fondazione Musei Senesi.

La giornata sarà introdotta dai saluti del rettore dell’Università di Siena, Francesco Frati, del direttore scientifico della Fondazione Musei Senesi, Elisa Bruttini, e del funzionario dell’Ufficio Scolastico di Siena, Sabrina Pecchia. Seguirà la presentazione degli elaborati multimediali, dei poster e delle opere tridimensionali realizzate dagli studenti.

Il progetto ESCAC è realizzato dal Sistema museale universitario senese e dalla Fondazione Musei Senesi, con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana – Ambito Territoriale della Provincia di Siena e si propone come strumento di divulgazione scientifica per i giovani giovani e per l’orientamento agli studi universitari.

 

Il programma della giornata:

  • ore 9.30, Saluti,
  • ore 10.00, presentazione degli elaborati multimediali,
  • ore 9.30-17.00, esposizione dei poster

 

#MuseoFAm: Cercatori di Fossili. Come diventare un paleontologo – 10 maggio 2018, ore 16.00

Giovedì 10 maggio 2018, alle ore 16.00 vi aspettiamo per #MuseoFAm “Cercatori di Fossili. Come diventare un paleontologo”, presso il  Museo di Scienze della Terra in via Laterina, 8 Siena, per passare un pomeriggio alla scoperta dell’affascinante mondo dei fossili attraverso il gioco basato su tematiche paleontologiche, con successivo coinvolgimento e partecipazione degli adulti. Verrà fatta una simulazione di uno scavo e una guida ragionata alla classificazione del materiale rinvenuto. Si potranno maneggiare i fossili e imparare a distinguere le categorie principali. A ciò verrà accostata una visita lungo il percorso delle collezioni conservate ed esposte nelle vetrine del Museo, seguendo la linea del tempo e dell’evoluzione.

MuseoFAm è un progetto del SIMUS riservato alle famiglie con bimbi di almeno 8 anni ed è a numero chiuso con 12 posti disponibili (12 bambini più relative famiglie).

Prenotazione obbligatoria su Eventbrite a questo link .

Aperture straordinarie del Museo universitario di Strumentaria medica – Maggio 2018

Nel mese di maggio il Museo universitario di Strumentaria medica (via Pier Andrea Mattioli, 4/B – Siena) effettuerà alcune aperture straordinarie:

  • sabato 5 maggio, dalle ore 15 alle ore 18;
  • domenica 6 maggio, dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18;
  • mercoledì 9 maggio, dalle ore 9.30 alle ore 12;
  • mercoledì 16 maggio, dalle ore 14.30 alle ore 16.30.

Il museo raccoglie strumenti medici antichi dal XVIII al XX secolo provenienti dallo Spedale Santa Maria della Scala, da alcuni Istituti universitari e da donazioni di Enti e di privati.

Il tutto è inserito nella splendida cornice della settecentesca chiesa di Santa Maria Maddalena a Siena, perfettamente conservata e ancora con i suoi arredi del XIX secolo.

Il percorso espositivo è costituito da beni caratterizzanti le scienze di base della Medicina – dall’Anatomia alla Citologia, Istologia ed Embriologia, dalla Fisica medica alla Chimica e alla Farmacologia, dalla Biologia molecolare alla Fisiologia – e da strumenti propri della Medicina generale e di alcune specializzazioni medico chirurgiche.

Una app per il San Niccolò

Nell’ambito delle iniziative per ricordare i 200 anni dalla istituzione del manicomio senese di San Niccolò, l’IoT Lab del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Scienze Matematiche, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Ateneo senese, ha sviluppato un’applicazione per smartphone per consentire a turisti e cittadini la visita dell’ex complesso manicomiale in maniera autonoma, fornendo loro informazioni di carattere storico, ma anche contenuti multimediali pensati ad-hoc. Il lavoro di sviluppo è stato portato avanti come progetto di tesi da parte di alcuni studenti dei corsi di laurea triennale in Ingegneria Informatica e dell’Informazione e Ingegneria Gestionale, coadiuvati dall’ingegner Alessandro Pozzebon e dal dottor Andrea Ciacci. La app permette agli utenti di muoversi fra gli edifici del complesso San Niccolò tramite strumenti di navigazione tradizionale come la localizzazione GPS, e di carattere più innovativo come la Realtà Aumentata.

Grazie a tali tecnologie è possibile identificare gli edifici nelle vicinanze, leggerne un breve testo di riferimento e vederne immagini d’epoca. Inoltre per ciascuno dei ‘luoghi’ del San Niccolò si potranno ascoltare le voci di chi lo ha realmente vissuto. Quest’ultima possibilità deriva da una serie di interviste a ex dipendenti, che vengono realizzate grazie a un lavoro comune dei docenti e collaboratori degli insegnamenti di Antropologia e Storia della Medicina. Al progetto ha collaborato per la redazione dei testi e la scelta delle immagini Davide Orsini, direttore del Sistema Museale Universitario Senese (SIMUS) e referente per l’Università nel Gruppo di lavoro inter-istituzionale per la memoria dei 200 anni del San Niccolò. La App si pone dunque come un nuovo mezzo di conoscenza della storia di un luogo della memoria e quale strumento di divulgazione di informazioni relative alla scienza medica e all’assistenza ai malati di mente. Su un pannello informativo installato nei pressi dell’ingresso del Padiglione Centrale trovano posto i codici QR che permettono di scaricare la app, in maniera gratuita, dagli Store delle più comuni piattaforme mobile.

Alessandro Pozzebon, Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Scienze Matematiche

Divulgazione, accessibilità al sapere

La divulgazione è quella specifica attività che permette di rendere accessibile al grande pubblico la cultura scientifica. Purtroppo – a differenza di quanto troppo spesso si crede – non basta essere esperti in una materia per essere ottimi divulgatori.

La regola fondamentale è che divulgare vuol dire prima di tutto “farsi capire”. Il linguaggio del divulgatore deve quindi essere comprensibile a chi ha una cultura scientifica medio-bassa. Divulgare vuol dire ‘tradurre’ un messaggio scientifico in modo che sia comprensibile al maggior numero possibile di persone, senza impoverire né tradire il concetto che si vuole trasmettere.

Piero Angela scrive sulla divulgazione scientifica: “Va benissimo che gli esperti parlino tra loro in modo specialistico: lo fanno i matematici, i ferrovieri, i medici, i piloti, i tributaristi, anzi è doveroso l’uso di un certo linguaggio nella propria cerchia professionale, in quanto ogni parola ha un significato ben preciso. Ma le cose vanno in modo diverso quando ci si deve rivolgere a persone che non hanno lo stesso tipo di specializzazione, anzi, che sono incompetenti nella materia. Un esempio. Se si parla di fisica a un avvocato, quale linguaggio bisogna usare? Quanto ne sa di fisica un avvocato? Probabilmente sa solo quello che ha imparato a scuola. Malgrado sia una persona istruita e colta, nella comprensione della fisica si trova al livello di un ragazzo intelligente di quindici anni (il quale, anzi, ne sa certamente di più), e dunque occorre utilizzare con lui un linguaggio estremamente divulgativo”.

Questo concetto è di particolare importanza in quanto ci dimostra che la divulgazione (pur contenendo al suo interno la parola vulgus) non è destinata a persone poco istruite, ma è finalizzata a far comprendere determinati saperi a persone anche coltissime che però non hanno in quel campo la competenza necessaria. Per far questo il divulgatore deve non solo avere una buona conoscenza dell’argomento da trattare ma deve usare parole che fanno parte del bagaglio linguistico comune alla maggioranza della popolazione, deve avere un’esposizione lineare, utilizzando frasi semplici e senza una complessa coordinazione. Deve spiegare i concetti, anche i più difficili, nel modo più semplice possibile. La semplicità di esposizione richiede solitamente un’esposizione top-down, nel senso che vengono spiegati prima i concetti fondamentali ed eventualmente, in un secondo tempo, i dettagli. Ma un punto cruciale della divulgazione è che non basta essere chiari, bisogna riuscire a coinvolgere l’emotività di chi ci ascolta o ci legge, suscitando meraviglia.

Lo psichiatra Bruno Bettelheim ha sostenuto che non è la curiosità a spingere verso il desiderio di conoscere poiché essa è presto soddisfatta, mentre la meraviglia conduce a una penetrazione più profonda dei misteri dell’universo. Pertanto rendere l’oggetto di un intervento o di un saggio divulgativo attraente è uno sforzo necessario. Nella divulgazione, infatti, dobbiamo sempre avere presente da un lato la scientificità di quello che desideriamo trasmettere e dall’altro la capacità di costruire un dialogo con il pubblico che dobbiamo interessare a quanto stiamo proponendogli.

Davide Orsini – Direttore Centro servizi di ateneo SIMUS

Il ruolo dei musei nella divulgazione

Il concetto secondo il quale i musei sono parte integrante della società civile e della sua cultura e pertanto custodiscono, generano e comunicano conoscenze porta necessariamente a interrogarci sulle modalità attraverso le quali tale sapere possa essere condiviso e divulgato.  Inoltre, in questo specifico momento storico nel quale l’informazione ha assunto una centralità forse non posseduta in tali termini nel passato, il tema della divulgazione scientifica va considerato come un insieme di attività diverse ma tese comunque a rendere la scienza un bene pubblico. Questo obiettivo trova un suo ideale luogo di realizzazione proprio nei musei di scienze, e nelle loro proposte di esperienze pensate e realizzate per mettere in atto una partecipazione consapevole e attiva.

In tal senso si può leggere la scelta che il Sistema Museale Universitario Senese (SIMUS) ha compiuto da alcuni anni, avviando attività e laboratori tesi a promuovere la diffusione della conoscenza attraverso lo stesso patrimonio scientifico. In questo modo il SIMUS si riappropria del ruolo che nel passato è stato proprio dei musei che lo costituiscono, essere cioè uno strumento di ausilio alla didattica e di diffusione dei saperi scientifici, ovviamente aggiornato alla luce dei nuovi mezzi a disposizione e delle esigenze e degli obiettivi formativi dei nostri giorni.

Si sono così sviluppati, oltre alle proposte di Alternanza scuola lavoro, progetti come “L’educazione scientifica per una cittadinanza attiva e consapevole (ESCAC)”, rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie in un’ottica di supporto ai programmi scolastici, oltre che di orientamento agli studi universitari e al mondo del lavoro; #MuseoFAm – I musei universitari per la famiglia rivolto alle famiglie ed al pubblico non scolastico e #MuseoSTud – I musei universitari per gli studenti, perché attraverso le collezioni dei musei universitari possano conoscere il patrimonio storico, artistico e scientifico di Siena e del suo Ateneo, anche in un’ottica di orientamento alle lauree magistrali e ai corsi post laurea.